Il territorio del Parco Nazionale del Pollino, per la sua notevole estensione e varietà di ambienti, ospita diverse specie di uccelli rapaci, sia stanziali, che migratori.
La consistenza e la varietà delle popolazioni di uccelli rapaci sono un indice del grado di alterazione e di disturbo antropico di un territorio. Infatti, i rapaci si nutrono generalmente di rettili, mammiferi ed altri uccelli. Il disturbo antropico può causare l’abbandono, anche definitivo, di siti di nidificazione. Per favorire una occupazione stabile dell’area sud-orientale del Parco da parte di Aquile reali, Capovaccai e Nibbi reali, l’Ente Parco ha realizzato un progetto LIFE (co-finanziato dalla CE) che prevede, tra l’altro, il rifornimento di un punto di alimentazione artificiale (‘carnaio’) costantemente sorvegliato e monitorato.
I rapaci presenti nel Parco sono:
L’Aquila reale : Con i suoi 2 m ed oltre di apertura alare, l’Aquila reale è un vero e proprio gigante dei cieli. Straordinario volatore, è in grado di picchiare a 160 km/h o volteggiare a lungo ad ali ferme. La sua azione di caccia, rivolta anche a mammiferi delle dimensioni di una lepre, è spettacolare e potente. Costruisce diversi, grossi nidi su sporgenze o cavità delle pareti rocciose meno disturbate circondate da territori ‘aperti’, idonei alla caccia. Alcune coppie nidificano regolarmente nel territorio del Parco.
Il Capovaccaio: Il Capovaccaio (o Avvoltoio degli egizi), con i sui 180 cm di apertura alare, è il più piccolo degli avvoltoi europei. Di colore bianco e nero, ma con ‘la faccia’ arancione, è piuttosto goffo quando si alimenta a terra su carogne o catturando grossi insetti o, ancora, rompendo uova di altri volatili aiutandosi addirittura con piccole pietre tenute nel becco. In volo, al contrario, risulta particolarmente elegante, specie quando, dalla posizione di volteggio, compie battute d’ala verso il basso, isolate e pronunciate, fin quasi a congiungere le estremità delle ali, come in un applauso. La sua presenza, in Italia, è sempre meno consistente: non restano che una decina di coppie nidificanti. Nel Parco del Pollino esistono siti di nidificazione.
Il Nibbio reale: si contraddistingue per la notevole apertura alare (fino a 195 cm), per la lunga coda forcuta e per la colorazione rossiccia con due macchie bianche sulla parte inferiore delle ali. La specie, in Italia, è piuttosto minacciata. La consistenza numerica, nel territorio del Parco, probabilmente non è irrilevante.
Fra le altre presenze possiamo citare lo Sparviero, comune, e l’Astore, più raro, sono i rapaci dei boschi, capaci di destreggiarsi nell’intrico della vegetazione per catturare prevalentemente uccelli; la Poiana, per la sua grande adattabilità, è il rapace diurno più diffuso in Italia e nel Pollino; il Biancone; il Falco Pellegrino; il piccolo Gheppio; numerosi sono anche i rapaci notturni, fra cui l’enorme Gufo reale, paragonabile, per dimensioni e capacità predatoria, all’Aquila reale. Il sui versi ritmici possono essere uditi anche a 2 km di distanza.
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io dv andare il 26 maggio in gita a pollino credo proprio che sarà una bella gita però ho paura dei ragni e altri animaletti viscidosi… … … … ma se incontro un serpente che faccio????
1)mi metto a gridare(e questo è sicuro)
2)scappo?
3)sto ferma?
4)che faccio????
risp velox
cmq nn vedo loro che arrivi quel giorno!!!!
ciao
Ciao Elena!! Simpaticissimo il tuo commento:)!!!
Devi stra tranquilla!! Dei serpenti, bisogna aver paura solo della vipera. Lei ne ha più di noi, quindi basta evitarla per non incorrere in rischi (evita pietraie, i cumuli di foglie, erba alta soprattutto delle zone esposte al sole e nelle giornate di sole caldo che seguono un periodo di pioggia).
Per il resto goditi il panorama, i paesaggi e la natura!!
Dove vai di preciso?
ciao domenica 26 dobbiamo andare a Viggianello e siamo un gruppo di 15 persone prenotando un locale dove pranzeremo,ci piacerebbe andare in montagna a raccogliere delle castagne e il posto giusto per andarci. Biagio
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