Chiusa la stagione estiva, anche per il Pollino è tempo di bilanci.
Esclusa la settimana di Ferragosto, le presenze sono state in deciso calo. Ogni anno, fra i ma e i perchè, ci si chiede le cause del non decollo, i motivi per cui non si possa parlare mai di turismo.
Si, turismo. Proprio questo il problema. Forse bisognerebbe aprire il dizionario e cominciare a riflettere su questo termine. Capirlo. Ho l’impressione che si faccia finta di conoscerlo, di conoscere il sistema turismo, le sue dinamiche, ma che in realtà dietro ognuno degli attori ci sia il vuoto o poca chiarezza.
Quest’anno, mi sono preso la briga di raccogliere alcuni pareri fra i pochi escursionisti presenti, loro si che amano la montagna e soprattutto il Pollino. In una situazione decisamente non felice, dove qualsiasi normale turista rimarebbe scontento, loro tornano di anno in anno solo per un motivo: perchè il Pollino è meraviglioso.
Tuttavia, il senso di delusione è alto. Lamentano l’assenza di segnaletica stradale ed escursionistica; la mancata pulizia, manutenzione e gestione delle principali arterie d’accesso (strade invase dalle erbacce, mantello stradale non adeguato, nessun arredamento stradale in armonia con l’ambiente circostante); l’improvvisazione degli operatori turistici; la mancanza di un sistema di accoglienza; notano a malincuore una certa distanza fra le genti locali e la montagna; ed infine, che molti dei loro colleghi, presunti escursionisti, arrivano sul Pollino decisamente impreparati non in grado di vivere come si dovrebbe la natura e la montagna.
Ciò che mi ha colpito di più, è la capacità del vero turista di accorgersi (Naturalmente Pollino lo ha sempre fatto presente) dell’assenza di comunicazione fra gli Enti e la popolazione locale.

Come si fa a vendere fuori Regione il Pollino, se al nostro interno, a livello locale, sono pressochè nulli i tentaviti di promozione?
Come si fa a vendere fuori Regione il Pollino, se la popolazione locale (compresi gli operatori) non è a conoscenza o non apprezza l’immenso patrimonio naturalistico?
Come far vivere la dimensione del Pollino, se manca la sua cura?
Pollino fra sogno e realtà.

Ciao sono un escursionista di Lecce e per caso ho letto questo tuo articolo.
Hai sintettizzato benissimo l’umore che c’è fra noi appassionati: ci rechiamo sul Pollino e siamo ospiti dei suoi paesi, e ci accorgiamo della fredezza delle persone (non in senso caratteriale) e degli stessi comuni verso il Pollino.
Non fraintendere, il Pollino comunque rimane tra le mie mete preferite, ma non c’è senso di appartenenza all’ambiente circostante.
non ti avevo letto. giuro. e su http://www.basilicata.travel/?p=837#comment-408
ho praticamento detto quello che tu avevi già perfettamente sintetizzato.
Cmq se ci sono persone che come noi ne parlano forse qualcosa si può fare.Ci vuole professionalità a tutti i livelli. Anche sul tuo blog mi permetto di “complimentarmi” con l’APT che già con un blog SEMBRA stia cambiando rotta.
ciao
@ Pino Le tue parole sono una ulteriore conferma.
Purtroppo per ora si partecipa sono alle fiere di grande richiamo nazionale, ma non si pensa di coinvolgere i cittadidini locali. Gli investimenti, riguardano per la maggiore il cartellone estivo, che prevede solo marginalmente la promozione del territorio.
@ Luca
Ti ringrazio di aver lasciato il tuo contributo nel mio blog sull’appassionante discussione che ci ha fatto conoscere.
Il confronto e la partecipazione è l’unica via di uscita per tentare di sollecitare le menti di tutti. Si deve ringraziare l’Apt che ci ha fornito uno strumento in tal senso. Ma prenderanno mai in considerazione i nostri spunti?
ciao a tutti , be effettivamente le problematiche si toccano e sono tangibili , e naturalmente si amplificano ogni anno .
Vedete io sono capitato in questo forum per caso perchè sono alla ricerca di eventuali corsi di guida turistic-ambientale ,ma sembra che per il momento non riesco a trovarne ,quindi se sapete qualcosa …bè scrivete !
Ritornado al discorso del parco ,io abito direi quasi al suo interno .Spesso ,in inverno faccio escursioni ,ed ogni qual volta ,mentre cammino ,mentre mi rilasso ,la fantasia inizia a carburare e a volte quasi non ci credo alle tante cose che si potrebbero fare per (voglio usare questo termine) “allietare” il turista venuto dalla Germania ,dall’inghilterra e da tutti i paesi che invece han fatto della metropoli il loro punto di slancio ma che si sà….slanci che passano .Infatti oggi 2008 ci troviamo difronte innumerevoli forme di stress ,distacchi umani intollerabili ,che il Parco ,le riserve hanno la capacità di controbilanciare ,di ricordare che nell’uomo ancora rimane il ricordo della sua evoluzione avvenuta insieme alla natura ,non nel cemento ,non a 200km/h ,non in rumori assordanti e continui . Credo che cmq si stia lavorando per fare cose buone…
Il fatto che la gente del posto sia fredda verso il loro territorio e chiaramente un discorso di tipo socio-culturale e la soluzione sta sempre nelle giovani generazioni .Finchè non si lavora su di loro ,l’idea di un futuro diverso lascia il tempo che trova.
Ripeto le cose da fare sono tante e divertenti ,idee che spero un giorno ,con altre persone le possa mettere in pratica …..e io voglio essere fiducioso….
In ultimo vorrei dire una cosa : sarà pur vero che agli apici del potere stanno poche persone ed è giusto che sia così…ma la collaborazione deve essere di tutta la comunità ,le proposte di tutta la comunità . Credo nella collaborazione .Prendendo ad esempio un comune e i suoi definiti consiglieri ….bè anche i cittadini devono essere consiglieri ,partecipi ,parte del sistema .
bè …un bel forum questo…ci ritornetò spesso…fatemi sapere le vostre considerazioni..ciao
Ciao Augusto, ti ringrazio per aver lasciato il commento.
Il Pollino è un’ area potenzialmente turistica che si addice nettamente alla tua analisi: sempre di più si scappa dalle città per ritornare alla vita di un tempo.
Purtroppo difficilmente si avrà uno sviluppo, nel Pollino così come nelle altre aree verdi di Basilicata, se le istituzioni rimarranno distanti dalla popolazione. A loro il primo passo!
La ricchezza della nostra natura quasi sembra un fardello di cui nessuno ha voglia di gestire. Ma basterebbe così poco..!
Partendo proprio dalle scuole per sensibilizzare i più piccini, e continuando con gli adulti per promuovere e far prendere atto della preziosità dei nostri luoghi.
Ciao, anch’io ho letto per caso il tuo articolo e mi trovi d’accordo su quello che scrivi.
Frequento il Pollino da almeno 15 anni, ed escluso San Severino Lucano e in parte Rotonda, all’interno dei paesi del parco non respiro aria di area protetta.
Poi anche fra la gente (nella maggior parte dei casi) non c’è senso di appartenenza, in quanto, si apprestano a vivere la montagna esclusivamente per le scampagnate estive.
Poichè siamo all’inizio del periodo di vacanza spero che questo messaggio sia di buon auspicio.